afa
Il caldo impatta, ci piaccia o meno, ma se non rallenti cadi. Ma non siamo tutti d'accordo, anzi, siamo proprio in pochi a esserlo.
La necessità di avere tutto 24 ore su 24 nasce dal fatto che il bisogno è diventato soggettivo, il sociale è morto e il singolo ha sempre ragione. Così siamo finiti tutti in un pentolone a pressione e, se mai ne usciremo, ne dubito, saremo sempre di meno alle prese con questo stupido equilibrio in cui io devo avere tutto e stare bene, costi quel che costi; gli altri si attaccano.
È un po' come ragionano i potenti che si sono costruiti i rifugi antiatomici: così, se lanciano l'atomica, loro si salvano e fuori ci sarà il deserto spettrale.
Ma non è un po' da coglioni finire il resto della vita in un resort antiatomico o attaccati a un condizionatore?
Commenti
ma l’idea che si possa vivere senza mai rallentare,
senza mai condividere, senza mai guardare oltre il proprio microcosmo.
Il deserto spettrale non è fuori... lo stiamo costruendo dentro,
ogni volta che confondiamo il benessere con l’isolamento.
Rallentare non è debolezza.
È l’unico gesto ancora umano in un mondo che si crede invincibile.