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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

afa

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  Il caldo impatta, ci piaccia o meno, ma se non rallenti cadi. Ma non siamo tutti d'accordo, anzi, siamo proprio in pochi a esserlo. La necessità di avere tutto 24 ore su 24 nasce dal fatto che il bisogno è diventato soggettivo, il sociale è morto e il singolo ha sempre ragione. Così siamo finiti tutti in un pentolone a pressione e, se mai ne usciremo, ne dubito, saremo sempre di meno alle prese con questo stupido equilibrio in cui io devo avere tutto e stare bene, costi quel che costi; gli altri si attaccano. È un po' come ragionano i potenti che si sono costruiti i rifugi antiatomici: così, se lanciano l'atomica, loro si salvano e fuori ci sarà il deserto spettrale. Ma non è un po' da coglioni finire il resto della vita in un resort antiatomico o attaccati a un condizionatore?

elegia del dubbio

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  Esistono discorsi fragili e discorsi sicuri nell’era dell’elegia del dubbio. Sono realtà diverse: la prima è introspettiva, silenziosa, e distilla le parole; l’altra ha bisogno di chiudere i discorsi, non solo i propri, ma anche quelli degli altri. Qualcuno vorrebbe cercare i motivi di tutto ciò. A volte, però, si è stanchi di cercarli.

Quali accordi?

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  La parola accordo mi fa pensare alla musica, alle note musicali, agli strumenti e al giusto equilibrio raggiunto da coloro che imparano a suonarli. Gli accordi di pace, ovvero gli accordi di potere in tempo di guerra, sono news da mass media che durano il tempo di un pranzo. Sono gli stessi mass media a nascondere gli effetti collaterali della guerra: i morti, i feriti e i milioni di persone che, a causa della guerra, sono ridotte alla fame. Dicono che lo fanno perché sarebbero immagini troppo cruente. Salvo poi dedicare trasmissioni H24 al morto ammazzato di turno della cronaca locale. È per questo che credo soltanto agli accordi della musica e a chi la sa suonare.

la malaeducazione

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Il Governo approva il decreto legge di Valditara che limita l'educazione sessuale nelle scuole e la subordina all'Ok dei genitori. La prima battuta che mi viene è questa: la malaeducazione. Mi chiedo quanto possa avere senso continuare a proporre decreti, circolari e leggi di puro stampo moralistico e, pertanto, estremamente anacronistici. Perché, piaccia o meno ai nostri politici, governanti, religiosi e filosofi, le persone tutte, e in particolare i giovani, si nutrono di Internet: lì si formano, lì si informano. Si disinformano anche, ma in ogni caso sanno. E queste leggi, in nome della pubblica morale, fanno sorridere..

lo sfregio al servizio pubblico

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  Sono un pendolare e una mattina come al solito ho preso questo treno ridotto cosi, senza la possibilità di vedere fuori. Mi fa schifo chi non conosce l'educazione civica. Questa non è arte, ma sfregio a quelle poche persone rimaste come me che si ostinano a utilizzare il servizio pubblico!